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Campeggiare in un parco nazionale: cosa è permesso e cosa no
Tra il campeggio libero e la piazzola attrezzata stanno alcune regole che cambiano da un Land all’altro. Il quadro.

Redaktion GROUNDS·Pubblicato il 10 agosto 2026
Nei parchi nazionali tedeschi passare la notte fuori dalle aree designate è vietato per principio. Cosa valga come designato lo decide ogni amministrazione del parco, e le regole cambiano parecchio. Tre parchi hanno allestito luoghi ufficiali per la notte all’aperto. Gli altri no, e il più bell’itinerario del mondo non cambia le cose.
Foresta Nera: tenda, focolare, quindici euro
Il parco nazionale della Foresta Nera gestisce campi di trekking, non in via sperimentale ma come offerta stabile. Una notte costa quindici euro a tenda. Si prenota da maggio a ottobre. Un campo ospita fino a tre tende, ha un focolare e una piccola casetta con servizi, e nulla più. Acqua e viveri si portano, i rifiuti si riportano via.
Contando anche i campi dei parchi naturali Schwarzwald Mitte/Nord e Südschwarzwald, la regione arriva a una ventina abbondante di piazzole simili. Si prenotano tutte allo stesso sportello, e la corsa comincia in primavera, appena si apre la stagione.
Hunsrück-Hochwald: tre campi su piattaforme
Il parco nazionale Hunsrück-Hochwald ha tre campi di trekking, ciascuno con due piattaforme di legno e un tavolo fisso. Una piattaforma costa quindici euro. La stagione va dal 22 marzo al 31 ottobre, si prenota online in anticipo ed è ammessa una notte per campo. I campi si trovano vicino alle porte del parco di Wildenburg, Erbeskopf e Keltenpark, ma lontano dai paesi e raggiungibili solo a piedi. Sentieri li collegano in tappe giornaliere, così si può passare dall’uno all’altro.
Una differenza rispetto alla Foresta Nera si nota subito: qui il fuoco non è ammesso, nemmeno il fornelletto. Chi vuole mangiare caldo si organizza diversamente.
Svizzera sassone: i boofen
Il terzo caso è il più antico e il più particolare. Nell’Elbsandsteingebirge dormire sotto uno strapiombo di roccia si chiama boofen, e l’usanza precede di molto il parco nazionale. Cinquantotto boofen sono segnalati e stanno fuori dalla zona centrale. In ogni altro punto del parco la notte all’aperto non è consentita.
Due limiti vanno conosciuti prima di preparare lo zaino. Dormire all’aperto è permesso dal 16 giugno al 31 gennaio; dal 1° febbraio al 15 giugno resta chiuso, perché in quei mesi specie sensibili nidificano e allevano i piccoli. Ed è legato all’arrampicata: chi vuole fare boofen arrampica. Il fuoco è vietato, candele e fornelli compresi. I rifiuti tornano indietro con te, avanzi e fazzoletti compresi.
Dove invece non si può
Il Wildnis-Trail attraversa il parco nazionale dell’Eifel in quattro tappe e ottantacinque chilometri, ed è un buon esempio del fatto che un itinerario di più giorni non porta con sé il permesso di piantare la tenda. Si dorme nei paesi di tappa. Campeggiare sul sentiero non è consentito, e nemmeno passare la notte in camper.
Lo stesso vale per gli altri parchi nazionali. Chi percorre la Foresta Bavarese, lo Harz, i dintorni del Müritz o Jasmund cerca un posto fuori dai confini del parco.
Tutt’intorno è più semplice
Fuori dai parchi nazionali negli ultimi anni è cambiato molto. Oggi in tutto il paese ci sono oltre duecento piazzole da bivacco e da trekking, per lo più in parchi naturali e foreste demaniali. Il parco naturale Hohes Venn-Eifel ne ha diciotto, il parco di trekking del Sauerland tredici lungo il Diemelsteig e l’Uplandsteig, la foresta del Palatinato una quindicina. Lo Schleswig-Holstein ne propone quasi venti sotto il nome di Wildes Schleswig-Holstein, aperte a escursionisti e ciclisti e gratuite; a volte si chiede un’offerta.
Lo schema è ovunque simile: una notte per piazzola, arrivo a piedi o in bicicletta, prenotazione anticipata, coordinate dopo la conferma. La forbice va da zero a quindici euro, e il prezzo vale per la piazzola, non a persona.
E il camper?
Una singola notte al bordo della strada o in un parcheggio pubblico è ammessa se serve a recuperare l’idoneità alla guida. Una decina di ore è il riferimento. La cifra non compare in nessuna norma, ma si è affermata presso polizia e uffici comunali. Arrivare la sera, dormire, ripartire la mattina: questo è il senso.
La notte tollerata diventa un uso soggetto ad autorizzazione appena assume l’aria di un soggiorno. Quindi il tendalino resta chiuso e la sedia da campeggio nel bagagliaio. Usare cucina e bagno dentro il veicolo non rientra nel conteggio.
La via semplice
Tutte queste regole hanno una cosa in comune: sono pensate per chi arriva a piedi o in bicicletta e riparte il mattino dopo. Chi arriva con veicolo e bagagli e vuole restare qualche giorno trova intorno ai parchi nazionali piazzole fatte proprio per questo. Molte sono così vicine al confine che la camminata nel bosco comincia dalla piazzola.